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15/12/2017 - 18/03/2018

Una storia di costume che si può scoprire attraverso un viaggio sulle tavole degli alberghi e dei ristoranti di molti Paesi del mondo, in diverse epoche e per diversi livelli sociali, dagli anni Sessanta dell’Ottocento a oggi.
La mostra – completamente realizzata con collezioni appartenenti al Museomontagna – costituisce un nuovo momento di valorizzazione del patrimonio iconografico del Centro Documentazione, che negli ultimi trent’anni ha avuto un enorme incremento. I menu, cartoncini utilizzati per presentare i cibi e le bevande di un pasto, creano un percorso iconografico dove le montagne sono protagoniste con immagini e avvenimenti. Il progetto di conservazione e valorizzazione di questa raccolta è stato realizzato dal Museo Nazionale della Montagna - con il sostegno della Regione Piemonte, della Fondazione CRT, della Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Trento e la collaborazione della Città di Torino e del Club Alpino Italiano - uniti per far conoscere una collezione inusuale, ma di grande interesse per studiare, da angolazioni diverse, il mondo delle altezze.
Scorrendo le immagini in mostra si nota come tra le molte raccolte del Museo, quella dei menu rappresenta uno straordinario patrimonio culturale che si può analizzare sotto diversi punti di vista. Per la storia della gastronomia il menu può essere affrontato come snodo interpretativo che attiene al come presentare e condividere un insieme organico e armonico di piatti, che dà vita a un più o meno complesso pasto. Questo approccio si intreccia con l’indagine etno-antropologica relativa sia ai cibi elencati, sia a certe immagini ricorrenti sui cartoncini, come gli abiti tradizionali e i villaggi alpini.
Indagandone invece la struttura grafica, si nota che agli esordi il menu è un cartoncino verticale non piegato, stampato su un solo verso. Da un lato c’è un’intestazione, con sotto l’elenco dei cibi. Dall’altro si espande un’illustrazione, quella con i soggetti montani. Poi si inizia a piegarlo in due, portando la lista delle vivande all’interno, mentre l’illustrazione resta in copertina. Aumenta lo spazio per scrivere, ma scompare la caratteristica che lo rendeva un oggetto unico.





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