Cinema sulle Alpi Occidentali
dal 5 luglio al 20 ottobre 2019

Un’escursione cinematografica nella quale i visitatori possono camminare tra i manifesti e le immagini dei film che hanno segnato la storia del cinema di montagna, dagli esordi ai giorni nostri, proiettate tutto intorno a loro. Oppure concentrarsi sui monitor, dove scorrono approfondimenti e interviste a esperti e protagonisti.

La mostra è curata da Marco Ribetti, vicedirettore del Museomontagna, e da Enrico Verra, documentarista e coordinatore AIACE - Associazione Italiana Amici del Cinema d’Essai, Torino. L’allestimento multimediale – progettato e realizzato da auroraMeccanica – affronta otto temi in dialogo fra loro: pionieri, salite e discese, sogni e incubi, velocità e lentezza, confini.

La selezione considera sia i film sia i documentari conservati nella Cineteca storica e Videoteca del Museomontagna ed è circoscritta all’ambito territoriale che va dalle Alpi Marittime al Monte Rosa, includendo così l’epopea dell’alpinismo sul Monte Bianco e sul Cervino. Si passa dalle audaci riprese di Mario Piacenza al Dente del Gigante ai primi del Novecento, ai documentari con protagonisti Lionel Terray e Gaston Rébuffat, ai film anni Ottanta con le ascensioni in velocità dei primi grandi free-climbers.
Non mancano le tragedie, come il racconto dell’incidente nel 1961 sul Pilone Centrale
del Freney.

Non si parla però solo di montagna estrema e di superamento di limiti sportivi, ma anche di vita in alta quota o di chi, per fuggire le difficoltà o rincorrere un sogno, attraversa i confini sui crinali. Dai film francesi che raccontano la vita dei montanari in Alta Savoia, alla storia vera di Il vento fa il suo giro del 2005, un successo cinematografico che narra le peripezie di un pastore francese che tenta di integrarsi in un villaggio delle Alpi Marittime italiane. Una nuova vita oltre il confine è invece ciò che cerca un gruppo di minatori siciliani, il cui epico viaggio culmina con il passaggio al colle del Monginevro in Il cammino della speranza. E poi c’è il cinema dei grandi attori: Spencer Tracy tra i ghiacciai di Chamonix in La Montagna, o Walter Chiari all’inseguimento di Lucia Bosè sulle nevi del Sestriere in È l’amor che mi rovina, o gli esilaranti Fernadel e Totò in La legge è legge.

“Anzichè limitarci a un percorso cronologico, abbiamo voluto creare dei focus nei quali i film sono messi a confronto secondo gli otto temi principali” dice Ribetti “perchè i visitatori possano cogliere alcuni tra i molti significati che la montagna ha assunto nella storia del cinema”.

Un piccolo settore è infine dedicato all’International Alliance for Mountain Film - fondata nel 2000 proprio nelle sale del Monte dei Cappuccini - che unisce 26 festival di settore e il Museo, che ne è sede e coordinatore. Molti direttori raccontano in un video quali siano i loro film preferiti sui limiti e sui confini: europei, asiatici, americani in questo caso non parlano solo delle Alpi, ma delle montagne di tutto il mondo, aggiungendo una prospettiva internazionale.

I materiali in esposizione fanno parte delle collezioni del Museo Nazionale della Montagna – CAI Torino e del Musée Alpin di Chamonix-Mont-Blanc, uniti nel progetto europeo Interreg Alcotra iAlp. Musei alpini interattivi , che ha il suo cuore nella catalogazione e digitalizzazione di una parte significativa dei rispettivi archivi, che verranno messi a disposizione su una piattaforma web, utile agli studiosi e a tutti coloro che vorranno accedere alle collezioni.








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