Sguardi contemporanei sugli archivi del Museomontagna
Dal 12 marzo al 30 agosto

Dal 12 marzo 2020 al Museo Nazionale della Montagna apre la mostra Qui c’è un mondo fantastico. Sguardi contemporanei sugli archivi del Museomontagna, curata da Veronica Lisino, conservatore della Fototeca del Centro Documentazione, e da Giangavino Pazzola, curatore indipendente.
Un percorso di esplorazione e reinterpretazione delle raccolte fotografiche, e non solo, conservate negli archivi del Museo, dal punto di vista di quattro artisti: Marina Caneve, Vittorio Mortarotti, Laura Pugno e Davide Tranchina.
L’iniziativa fa parte del progetto iAlp - Musei Alpini Interattivi, che il Museomontagna conduce dal 2017 con il Musée Alpin di Chamonix-Mont-Blanc, e continua l’azione di valorizzazione delle collezioni degli archivi dell’istituzione torinese, declinandola come opportunità per ampliare la riflessione sulla rappresentazione della montagna e tracciarne visioni inedite.
 
A partire da un’indagine degli stereotipi più classici della rappresentazione della montagna, come per esempio quello bucolico a cui fa riferimento il titolo della mostra, richiamando allo stesso tempo la ricchezza del patrimonio del Museo e la protagonista del fortunato bestseller di Johanna Spyri (1880), Heidi, stereotipo alpino per eccellenza e icona pop della montagna, con la realizzazione di opere inedite pensate appositamente per gli spazi del Museo, i quattro artisti hanno definito “nuove” montagne per raccontare un mondo sempre uguale, ma allo stesso tempo sempre diverso.
Tranchina con la sua installazione descrive non tanto il luogo fisico e incantato quanto lo spazio poetico del conflitto interiore; Mortarotti nel suo lavoro rappresenta la montagna non più come un limite monumentale e inaccessibile, ma come una soglia umana da esplorare dall’interno, spazio della permeabilità e della possibilità.
Pugno offre un’indagine formale sul paesaggio che racconta le contraddizioni nella costruzione dell’immaginario attraverso il processo della visione, mentre la montagna di Caneve è la ricostruzione, attraverso dettagli, della rappresentazione
ideale dei luoghi, un’associazione di idee capace di interrogare lo spettatore sui meccanismi che portano alla costruzione della conoscenza.
 
Il materiale selezionato dagli artisti, sia come elemento creativo da rielaborare, sia come suggestione o vero e proprio “atto di appropriazione” da includere nelle proprie installazioni o da accostare per creare nuove connessioni e significati, coinvolge tutte le raccolte conservate nell’Area Documentazione del Museomontagna, comprese quella della Biblioteca Nazionale del Club Alpino Italiano che ne fa parte, come carte topografiche, libri e periodici. Gli artisti si sono dunque mossi dall’Archivio Walter Bonatti al Fondo Mario Fantin, passando per il Fondo Francesco Ravelli e piccoli nuclei e serie di altri autori della Fototeca, dai giochi da tavolo ai manifesti cinematografici e gadget pubblicitari delle Raccolte Iconografiche, dalla serie dei calchi in gesso di incisioni rupestri ai libri di rifugio dell’Archivio alpinistico e ai filmati pubblicitari della Cineteca e Videoteca storica. 
L’area d’indagine è stata circoscritta al territorio delle Alpi occidentali, limite spaziale del progetto iAlp con cui il Museomontagna, insieme al Museé Alpin di Chamonix, porta avanti un lavoro di catalogazione e digitalizzazione di una parte significativa dei rispettivi archivi, che sarà presto messa a disposizione su una piattaforma digitale, utile agli studiosi e a tutti coloro che vorranno accedere a una
selezione delle collezioni, con la possibilità di usufruire di percorsi di consultazione tematici e personalizzati.
 
La mostra Qui c’è un mondo fantastico è accompagnata da un catalogo bilingue, italiano - inglese, in cui le opere degli artisti realizzate per il progetto espositivo sono accostate ai materiali d’archivio. Il catalogo sarà consultabile online sulla
piattaforma iAlp www.mountainmuseums.org appena sarà messa online.

Gli artisti in mostra:
 
Marina Caneve (Belluno, 1988) è una fotografa che lavora con approccio interdisciplinare. Nella sua ricerca affronta i temi della vulnerabilità – ambientale, sociale e culturale – e della costruzione della conoscenza attraverso le arti visive.
Nel 2018 ha vinto il Premio Giovane Fotografia Italiana a Fotografia Europea con il progetto Are They Rocks or Clouds? di cui nel 2019 è stato pubblicato il libro dalla casa editrice olandese Fw:Books con l’italiana OTM. Nel 2019 è una dei cinque fotografi incaricati di realizzare una campagna fotografica legata all’architettura
contemporanea italiana per il progetto Atlante Architettura Contemporanea, commissionato dal MiBAC e dal MUFOCO. Nello stesso anno Caneve è stata nominata per il C/O Berlin Talent Award, Foam Paul Huf Award e il Gabriele Basilico Prize in Architecture and Landscape Photography.
Oltre all’attività artistica, dal 2019 insegna al Master IUAV in Photography.
È co-founder di CALAMITA/À (2013-ongoing), una piattaforma di ricerca che pone la sua attenzione sui temi delle catastrofi, i grossi cambiamenti, la memoria e la politica. Nel 2018, insieme a Gianpaolo Arena e a Vulcano, ha fondato Osservatorio Cortina 2021.
www.marinacaneve.com

Vittorio Mortarotti (Savigliano, 1982) ha esposto i suoi lavori in importanti centri quali il Fries Museum e il Casino Luxembourg e in manifestazioni internazionali come il Mois de la Photo di Parigi e Manifesta, biennale europea itinerante di arte contemporanea. I suoi progetti interrogano le conseguenze dei grandi eventi della
Storia sui destini privati e le dinamiche di ricostruzione della memoria, continuamente in bilico tra dimensione biografica e autobiografica. 
Nel 2015 è stato vincitore, insieme ad Anush Hamzehian, del Leica Prize alla Biennale Images di Vevey con la serie Eden, esposta poi anche alla Blue Project Foundation di Barcellona e al MAXXI di Roma, e ha pubblicato per Skinnerboox il suo primo libro. Nel 2018 è uscito il suo primo documentario, Monsieur Kubota, realizzato sempre con Anush Hamzehian e co-prodotto da France 2. Nel 2019 ha tenuto la sua prima personale italiana con il lavoro The First Day of Good Weather, esposto al Festival di Fotografia Europea di Reggio Emilia.
www.vittoriomortarotti.com

Laura Pugno (Trivero, 1975) attraverso l’utilizzo di differenti media pone al centro della sua ricerca il paesaggio, fragile confine in equilibrio tra natura e cultura, che l’artista sottopone a un processo di scomposizione nel demolire il sistema-paesaggio.
Le opere di Pugno mettono in discussione la prospettiva antropocentrica per frammentarla e per far emergere punti di vista inconsueti e nuovi modi per analizzare la realtà. Le sue opere sono state esposte presso musei e fondazioni come MART di Rovereto, Mattatoio di Roma, Casa Masaccio di Arezzo, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino, MAN di Nuoro, e all’estero presso il Magasin di Grenoble e il Forum Stadtpack di Graz con il quale ha vinto il premio Q-International Spring, La Quadriennale di Roma e Nida Art Colony in Lituania.
Dal 2018 è possibile vedere Primati un’installazione permanente al Giardino Botanico Saussurea di Courmayeur.
Dal 2004 è docente presso l’istituto IED a Torino. Co-fondatrice nel 2007 di Progetto Diogene (Torino), un programma di residenze per artisti, del quale ha fatto parte fino al 2017.
È rappresentata in Italia dalla Galleria Alberto Peola.
www.laurapugno.info

Davide Tranchina (Bologna, 1972) esplora l’invisibile attraverso la fotografia, l’installazione e il video. I suoi progetti indagano le manifestazioni di temi immateriali, come l’infinito, la distanza e l’energia, ricorrendo frequentemente alla camera-less photography.
Ha esposto in mostre personali e collettive in musei e gallerie. Nel 2009 è tra gli autori invitati alla Prague Biennale4. La ricerca 40 notti a Montecristo è stata presentata in anteprima alla mostra Perduti nel paesaggio, al MART di Rovereto nel 2014. Nel 2016 è stato invitato a realizzare un progetto speciale per 2016. Nuove esplorazioni, nell’ambito di Fotografia Europea a Reggio Emilia. Nel 2019 è tra gli artisti presenti a And What About Photography?, alla David Nolan Gallery di New York. Le sue immagini sono state inserite in pubblicazioni sulla fotografia italiana e internazionale. È il vincitore della quarta edizione del Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee 2015, nella sezione Fotografia contemporanea.
Le sue opere sono state acquisite nelle collezioni permanenti della Galleria Civica di Modena, di UniCredit / MAMbo Bologna, del MART di Rovereto, e di UBI – Banca Popolare di Bergamo.
Vive e lavora tra Bologna e Milano, dove insegna all’Accademia di Belle Arti e all’Accademia di Brera.
www.davidetranchina.com





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