Il Museomontagna diventa interattivo e guarda al futuro
2017 - 2020

Torino e Chamonix-Mont-Blanc sulla stessa lunghezza d’onda, e in rete con il mondo. Il Museo Nazionale della Montagna e il Musée Alpin stanno costruendo un’unica, grande banca digitale basata sui loro cospicui e importanti patrimoni culturali. Con un’operazione di vastissimo respiro e di notevole valore, e sulla base di un progetto pluriennale appena avviato che è stato battezzato con il nome iAlp – Musei alpini interattivi. Un piano di lavoro che, nell’ambito del programma di cooperazione territoriale ALCOTRA Italia-Francia, ha ricevuto un finanziamento complessivo di 2.550.000 euro dall’Unione Europea.
L’operazione, volta a promuovere la comunicazione e la valorizzare dei giacimenti culturali delle due note istituzioni alpine transfrontaliere, è stata presentata alla stampa e al pubblico ieri, 23 febbraio, in un’affollata conferenza tenutasi nella Sala degli Stemmi del Museo Nazionale della Montagna, a Torino, a cui hanno preso parte i rappresentanti dei due musei, alcuni degli amministratori delle regioni alpine di competenza, studiosi e dirigenti del Club Alpino Italiano.
Introdotto da Aldo Audisio, il direttore del Museomontagna che, oltre a fare gli onori di casa ha fermamente ribadito la linea culturale seguita sino ad oggi dall’Istituzione, l’incontro ha visto la partecipazione del presidente del CAI Torino Roberto Ferrero e del vicepresidente generale del Club Alpino Antonio Montani, in rappresentanza del presidente generale Vincenzo Torti; di Eric Fournier, sindaco di Chamonix-Mont-Blanc; di Paola Casagrande, direttore del settore Cultura, Turismo e Sport della Regione Piemonte, e di Franco Ferraresi, dirigente del settore Sviluppo della montagna e Cooperazione transfrontaliera della Regione Piemonte, che hanno sottolineato come, sul versante italiano, il progetto si inserisca felicemente nel lavoro di messa a sistema delle realtà territoriali subalpine legate all’outdoor. Un punto di vista condiviso, per i territori d’oltralpe, anche dai partner francesi, come hanno spiegato Arnaud Ledru, direttore degli Affari culturali del Comune di Chamonix-Mont-Blanc, e Luc Barbier, vicepresidente della Communauté de Communes della Vallée de Chamonix-Mont Blanc. Non è mancato il saluto internazionale di Rosalaura Romeo, per la Mountain Partnership ONU/FAO e di Paolo Angelini per la Convenzione delle Alpi – Ministero Ambiente. Va inoltre ricordato che la presentazione aveva ottenuto il patrocinio della Commissione Italiana UNESCO.
Laura Gallo, direttore operativo del Museomontagna, e Gabrielle Michaux, direttore del Musée Alpin di Chamonix-Mont-Blanc, hanno poi descritto nelle sue specificità, con ricchezza di particolari, il progetto iAlp – Musei alpini interattivi. Un’iniziativa che, con l’introduzione delle tecnologie digitali e con la condivisione delle metodologie operative, consentirà innanzitutto un più incisivo riordino delle collezioni e l’ampliamento delle attività museali. Tutto questo consentirà anche ai due musei di uscire al di fuori dei propri spazi fisici e dialogare con un pubblico vastissimo, fatto di specialisti e studiosi, oltre che di molte migliaia di appassionati di storia e cultura della montagna. Nell’ambito del piano di lavoro, i due musei alpini hanno anche previsto la creazione e la diffusione di un’App che permetterà agli utenti di accedere ai archivi della documentazione mediante lo smartphone. La sezione più appetibile della pianificazione culturale riguarda però la programmazione pluriennale di importanti esposizioni transfrontaliere. Entro il 2017 verrà allestita una grande mostra su Albert Smith e la promozione delle Alpi nel XIX secolo. Successivamente, il palinsesto transfrontaliero prevede una grossa iniziativa sul cinema di montagna. Infine, nella parte conclusiva del programma di lavoro, verrà proposta al pubblico una ricca esposizione sullo sguardo contemporaneo della fotografia nei confronti del mondo alpino.
iAlp si presenta dunque come un progetto ambizioso articolato, vario e ricco di iniziative che vedrà affiancarsi alla realtà fisica, fatta di documenti cartacei, fotografie e filmati, anche il mondo virtuale, gettando un ponte verso la montagna del futuro e delineando nuovi scenari per la conoscenza delle terre alte d’Europa. Con la certezza che la condivisione transfrontaliera di un comparto culturale così importante potrà, negli anni a venire, accogliere ulteriori contributi di altri Paesi.






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