Ecophilia.
Per una nuova empatia con l’ambiente

A cura di Andrea Lerda

La crisi ambientale è uno dei problemi più urgenti che l’umanità è chiamata ad affrontare in questa epoca. Tra le cause alla base dei problemi prodotti dalla specie umana vi è certamente la perdita di empatia verso il mondo che coabitiamo, l’incapacità di “sentire la natura” e la generale inadeguatezza delle risorse emotive dell’homo oeconomicus, vittima di un rapporto parassitario con il mondo e protagonista della cultura del “no limits”.

La pandemia che stiamo affrontando ha riattivato in molte persone la necessità di rileggere il proprio rapporto con la natura e con la montagna, diventata, in tempi recenti, luogo privilegiato in cui rifugiarsi, spazio in cui rigenerarsi, territorio di cura per il corpo e la mente.

La mostra si sviluppa attorno al concetto di “ecophilia”, inteso, secondo la definizione di Hung Ruyu, come idea guida per concepire un nuovo senso di empatia e di affinità con lo spazio-natura in cui viviamo. L’esposizione – attraverso i lavori di sei artisti piemontesi o legati artisticamente alla città di Torino – propone una serie di visioni che sovvertono l’immaginario culturale tradizionale con il quale osserviamo, sentiamo e ci relazioniamo con la montagna e l’universo naturale.

Ecophilia è in questo senso il tentativo di aprire il nostro sentire a nuovi stati di empatia con il mondo vivente e non vivente che ci circonda. Il progetto identifica inoltre la montagna, e l’istituzione che la rappresenta, come luogo privilegiato per sviluppare tale sentimento. Le opere proposte diventano dunque immagini utili alla creazione di un nuovo approccio educativo ecopedagogico che, nell’esperienza formativa a diretto contatto con la montagna, amplia le tradizionali modalità formative, basate, per tradizione, sulla netta separazione tra l’essere umano e la natura.

Artisti:  Franco Ariaudo, Lia Cecchin, Cleo Fariselli, Marco Giordano, Corinna Gosmaro, Caterina Morigi