ATLANTE ORIENTALE
Esploratori in Himalaya e Karakorum tra Ottocento e Novecento nelle collezioni del Museomontagna
A cura di Roberto Mantovani
Una storia italiana di esplorazione, scoperta e ricerca scientifica che si intreccia con le incursioni di avventurieri, geografi e alpinisti provenienti dal tutto il mondo ‒ prevalentemente dalla Gran Bretagna ‒, attratti dai misteri della regione himalayana. Si tratta di una vicenda singolare, conosciuta per i suoi eventi più recenti, ma dal lungo cammino sotterraneo.
È questo il tema di Atlante orientale, la nuova mostra del Museomontagna, in programma dal 12 giugno 2026 al 10 gennaio 2027, che riporta alla luce una pagina fondamentale della presenza italiana tra Karakorum e Himalaya.
Curata dallo storico dell’alpinismo e giornalista Roberto Mantovani, l’esposizione nasce da un’approfondita ricognizione negli archivi del Museo e nella documentazione conservata dalla Biblioteca Nazionale del Club Alpino Italiano, da cui emergono testimonianze, immagini, oggetti, carte geografiche, volumi e documenti originali capaci di ricostruire oltre mezzo secolo di esplorazioni italiane in Asia. Il percorso racconta infatti la presenza di viaggiatori, studiosi, fotografi e alpinisti italiani dalla fine dell’Ottocento fino alla storica spedizione nazionale italiana al K2 del 1954, inserendola nel più ampio contesto internazionale delle esplorazioni geografiche e alpinistiche.

Attraverso materiali originali del Museo e della Biblioteca CAI, Atlante orientale racconta non soltanto la conquista di montagne e territori sconosciuti, ma anche la costruzione di un patrimonio di conoscenze geografiche, scientifiche e culturali che ha contribuito a ridefinire il rapporto tra l’Europa e le grandi montagne dell’Asia.
L’esposizione è accompagnata da un catalogo edito dal Museomontagna, che raccoglie un approfondito saggio curatoriale sulla storia delle esplorazioni in Asia e un contributo dell’antropologo Marco Aime sulle implicazioni sociologiche e ambientali del trekking e dell’alpinismo nella regione nepalese del Khumbu, dagli anni Cinquanta a oggi. Il volume è corredato da un ricco apparato iconografico e documentario che completa e valorizza il percorso di approfondimento.



