Walter Bonatti.
Stati di grazia

A cura di Roberto Mantovani e Angelo Ponta 

La mostra “Walter Bonatti. Stati di grazia” analizza la figura del grande alpinista, esploratore e fotoreporter attraverso un punto di vista inedito. L’’esposizione vuole sottolineare la capacità empatica che permise a Bonatti di entrare in sintonia con ambienti incontaminati, animali selvaggi e popolazioni indigene, e di risvegliare in sé istinti sopiti e condizioni psicofisiche tali da porlo in quello che lui stesso in alcune circostanze definì “stato di grazia”. La mostra mette al centro il rapporto libero e paritario tra l’uomo e la natura, una relazione che Bonatti – in montagna così come negli ambienti più inospitali del pianeta – cercò di instaurare rinunciando il più possibile ai mezzi artificiali, mettendo dunque fra parentesi le conquiste del “progresso”. La sua fu un’avventura in cui le strumentazioni tecnologiche (come anche le armi) furono ridotte al minimo, quando non del tutto escluse. Il suo obiettivo era quello di reimparare a relazionarsi in maniera istintiva con la natura per riattivare il “pensiero animale” e “sentire l’altro”.

Il progetto mira dunque a sottolineare il potere nascosto nel dialogo tra l’essere umano e l’universo naturale, a proporre un’esplorazione delle potenzialità nascoste dello spirito e dell’intelletto umani.  

Attraverso ricostruzioni ambientali, scenografie, gigantografie, effetti multisensoriali, l’esposizione stimola nel visitatore una forma di immedesimazione. Perché questo è ciò che Bonatti cercava di fare nei contatti (scritti o diretti) con il “suo” pubblico: trasportare l’interlocutore fuori dalla propria quotidianità, fuori dal proprio mondo civilizzato e costrittivo, per aiutarlo a sognare e, attraverso il sogno, indurlo a nuove, possibili scoperte.